Nuova Stagione 9/10/1969 n.38
La Rivista Diocesana di Napoli “Ianuarius” ha pubblicato un Decreto del Cardinale Corrado Ursi che disciplina la pietà verso i defunti ed i loro resti mortali. Il decreto viene preceduto da una dichiarazione del Tribunale Diocesano per la Causa dei Santi che denuncia “manifestazioni di culto aberranti” in alcune Chiese dell’ Arcidiocesi, verso resti mortali di persone, a volte sconosciute.
La Dichiarazione dice testualmente:
“Premesso che la Santa chiesa ha sempre inculcato nei fedeli il dovere di innalzare a Dio preghiere e di offrire suffragi per i defunti “affinché vengano assolti dalle loro colpe” (2 Macc. 12, 46); venera i loro resti mortali con candele, incenso, fiori, in occasione della sepoltura, perché il corpo, oltre che l’anima del cristiano, fu rigenerato alla vita Divina nel Santo Battesimo e divenne membro del Corpo di Cristo e fu continuamente santificato dai Sacramenti.
Essa con la stessa sollecitudine proibisce di prestare il culto a resti mortali di persone ignote e combatte le manifestazioni aberranti che urtano contro la purezza della fede e producono discredito nei riguardi della loro pietà cattolica.
Prese in attento esame le manifestazioni di culto che in alcune chiese della nostra Archidiocesi si rivolgono dai Fedeli a resti di ossa umane variamente sistemate.
Considerato che quei resti mortali non sono identificabili a persone storicamente conosciute di cui si possa provare la santità di vita nell’esercizio in grado eroico delle virtù soprannaturali.
Dichiara che le manifestazioni di culto rivolte ai resti umani, variamente inumati, in alcune Chiese della nostra Archidiocesi, sono arbitrarie e superstiziose”.
Il documento sia pur firmato dai Monsignori Cinque e De Angelis aveva bisogno del sugello del Vescovo ed il nostro Cardinale ha fatto seguire un suo Decreto:
“I resti umani che fossero visibili, sia pure dietro vetro, siano rimossi e debitamente inumati.
I Sacerdoti e tutte le persone responsabili si astengano da ogni atto che possa favorire manifestazioni indebite di culto.
I fedeli si astengano da atti contrastanti la vera devozione e, pertanto, sgraditi a Dio ed apportatori di discredito alla Religione e alle tradizioni culturali e civili del nostro popolo.
I Parroci, i Rettori, i Superiori Religiosi sono responsabili dell’esecuzione del presente decreto”.
Dalla Lettera Pastorale del Cardinale Corrado Ursi








