«La Chiesa del Preziosissimo Sangue è il santuario di San Gennaro a New York». A parlare è Raymond Guarini, un italoamericano che ha fondato il sito web Italianenclaves.org, e che abbiamo incontrato a Mulberry Street, incrocio con Hesther Street, proprio sotto l’iconica insegna “Little Italy”. Siamo nel Lower East Side di Manhattan.
Mulberry Street è la strada in cui all’inizio del XX secolo si stabilirono i napoletani e dove costruirono la Chiesa del Preziosissimo Sangue come luogo di culto e devozione.
Dalla metà del XX secolo gli italiani si sono trasferiti in altri quartieri cittadini più periferici e da allora l’estensione di Little Italy è andata quindi sempre più riducendosi.
«Ho creato Italian Enclaves circa dieci anni fa per mettere in mostra i quartieri italiani e le chiese italiane in America», spiega Ray, amministratore delegato di una società di capitale di rischio a New York City e specializzato nel finanziamento azionario per società di biotecnologia, dispositivi medici, sanità e fintech.
«Il nostro sito include un elenco di ogni enclave italiana (insediamento) negli Stati Uniti dal 1800. Includiamo anche le chiese italiane, cattoliche e non».
Con Ray Guarini passeggiamo tra i ristoranti dal nome italiano – molti di questi, però, di italiano oggi hanno soltanto questo – in una giornata fredda ma limpida.
Sebbene la Little Italy di Manhattan ormai conti molti meno italiani di quelli che c’erano un tempo, ogni anno la Festa di San Gennaro ne richiama a frotte.
«Nel giorno della festa, si tiene la Messa per San Gennaro nella Chiesa del Preziosissimo Sangue poco prima che il busto di San Gennaro venga portato attraverso Little Italy».
A gestire la Chiesa è l’arcidiocesi di New York. Al suo interno, ci sono sono molti Santi “italiani”: «San Rocco, San Cologero, San Donato, Padre Pio, Santa Madre Cabrini, an Giuseppe, Sant’Anna, Sant’Antonio e San Gennaro. San Gennaro è ancora importante a New York perché la festa è identificata come una cosa sola con Little Italy».
Chiediamo a Raymond se ci siano ancora delle reliquie del Santo al suo interno. «Potrebbero essercene, sì. Credo che ce ne sia una all’interno del pavimento della cappella del santuario, ma non ne sono sicuro».
Concludiamo la nostra chiacchierata parlando dell’evento che ancora oggi richiama migliaia e migliaia di appassionati: la Festa e processione di San Gennaro.
«Ci sono stato diverse volte. La processione è molto intensa. La società “Figli di San Gennaro” ha ancora un buon numero di membri e il sostegno delle chiese locali e vicine è forte».







